Regolarità stradale: quello che serve per un buon progetto

profilografo per sede stradale

Uno degli aspetti più importanti quando si progetta una sede stradale è la regolarità. Da questa deriva sia la condizione di comfort per chi utilizza la strada stessa, ma soprattutto è importante dal punto di vista della sicurezza. È un aspetto molto importante anche dal punto di vista economico: la regolarità stradale comporta una minor costo di manutenzione. Va da se che più la strada è ben fatta e regolare e minore sarà il costo della manutenzione perché la sede stradale sarà meno sollecitata a rotture.

Come qualsiasi altro progetto, anche la strada ha una “vita utile” cioè viene progettata in base a determinati criteri che ne stimano la durata. Per ottenere questo parametro la struttura deve rispondere a determinati requisiti in termini di portanza (resistenza che la sede stradale oppone al traffico), rugosità (adeguata aderenza in ogni condizione atmosferica), regolarità (rispetto della quota di progetto), e drenabilità cioè la capacità di allontanare le acqua piovane evitando la formazione di pozze.

La strada può avere quindi dei difetti legati proprio all’aderenza, alla portanza e alla regolarità in generale. Ad esempio:

  • Difetti di regolarità: ondulazioni (longitudinali oppure trasversali), avvallamenti e ringonfiamenti, rottura del blocco, fessure.
  • Difetti di aderenza: levigatura errata, disgregazione della sede, formazione di buche.
  • Difetti di portanza: avvallamenti molto profondi e importanti, cedimenti estesi, fessure.

Tutti questi aspetti sono fondamentali quando si progetta una strada in classico asfalto, ma non da meno quando si pensa alla progettazione di una strada in bellissima e funzionale pietra naturale. Ovviamente i difetti sono direttamente legati sia al tipo di materiale usato che al tipo di posa in opera che può essere di diversi tipi a seconda delle esigenze.

Sia che si tratti di una strada in pietra che di una strada in cemento, la regolarità della sede viene misurata grazie a appositi strumenti chiamati profilografi. In sostanza si tratta di macchinari con una travatura al centro e un registratore alla sommità su ruote. Il registratore registra su un foglio di carta le ondulazioni compiute dalla ruota frontale restituendo un grafico che faccia capire quando il terreno è uniforme.

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