Acciottolato per esterni: fascino antico e guida alla posa in opera

L’acciottolato è un tipo di pavimentazione realizzata grazie ai ciottoli di fiume, cioè sassi dagli spigoli arrotondati ed estremamente levigati, che si possono approvvigionare in natura e utilizzare senza bisogno di lavorazioni aggiuntive. La loro è una storia antica: a partire dal 1700 l’acciottolato ha sostituito la terra battuta, venendo impiegato per assicurare alle strade lo scolo dell’acqua piovana. Originariamente solo le strade principali erano “pavimentate” con questa tecnica, capace di rendere dignitose le vie delle città con estrema facilità grazie alla massiccia presenza della materia prima sul greto dei fiumi.

Rimasta una delle pavimentazioni per esterni più gettonate nel nostro Paese per secoli, è stata poi in parte sostituita dal meno personale asfalto per far fronte alle esigenze del traffico veicolare e pedonale. Recentemente, però, l’armonia delle forme di questi sassi ha riportato in auge l’acciottolato, facendogli riconquistare una posizione privilegiata per la pavimentazione delle strade e delle piazze nei centri storici di tante piccole e grandi città.

Pavimentazione in acciottolato

Caratteristiche e preparazione dei ciottoli

Le dimensioni dei sassi sono generalmente comprese tra i 6 e gli 8 cm per l’asse minore e 9-12 cm per quello maggiore. A seconda della loro origine, i ciottoli saranno più o meno tondeggianti: graniti e porfidi delle Alpi generano ciottoli rotondi, mentre le rocce stratificate danno vita a forme diverse, ovoidali o a fondo piatto.

Prima della posa in opera, i ciottoli estratti (che sia dal letto del fiume o dalla cava) devono essere sottoposti a un lavaggio accurato per eliminare i residui di terra e sabbia che la loro naturale porosità porta inevitabilmente con sé. Dopodiché, vengono accuratamente selezionati in base alle dimensioni.

Tecniche e sistemi di posa in opera

Una volta preparato un sottofondo che deve essere il più possibile piatto e omogeneo, il posatore sceglierà il sistema di installazione migliore in base alle dimensioni del sasso e all’effetto visivo che si desidera ottenere. Esistono tre modi principali per posare i ciottoli di fiume:

  • Di testa: posizionati con l’asse maggiore in verticale.
  • Di piatto: l’ideale per i ciottoli di forma oblunga.
  • Di taglio: la tecnica perfetta per i ciottoli di forma ovoidale.

L’acciottolato a secco (tradizionale)

Secondo la tradizione, quando si realizza un acciottolato a secco si deve prima di tutto compattare il fondo attraverso l’utilizzo di un rullo (originariamente in ghisa o in pietra). Si passa poi alla posa di un letto di sabbia a grana grossa, alto almeno 8/10 cm. All’interno di questo strato si va a collocare il ciottolo in modo che la parte più sottile risulti verso il basso.

Per fare questo si scava con la punta di un martello una piccola zona atta a ospitare il sasso; con lo stesso martello si passa poi a battere delicatamente il ciottolo per farlo assestare nella sua sede. Il resto della pavimentazione viene posata in modo analogo, facendo molta attenzione a lasciare la stessa identica sporgenza per tutti i ciottoli.

Una volta finita la posa si passa alla compattazione con la battitura, usando un pestello di legno chiamato mazzapicchio. Dopo la battitura si stende uno strato di sabbia inumidita in modo che filtri tra i ciottoli e vada a riempire le fughe. Oggi, tuttavia, la tecnica di posa a secco sta lentamente scomparendo, perché la sabbia tende a far muovere i ciottoli nel tempo, richiedendo frequenti interventi di manutenzione per farli tornare nella loro posizione originale.

La posa moderna con leganti

Per superare i limiti dell’acciottolato a secco, si ricorre sempre più spesso alla posa con leganti. L’utilizzo di leganti chimici o malte (sia all’interno del letto di posa che tra un ciottolo e l’altro) fa in modo che la pavimentazione in acciottolato risulti enormemente più compatta, resistente e uniforme e, soprattutto, che non richieda manutenzione periodica se non in rarissimi casi.

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