Pavimenti in ciottoli, la storia

Da sempre l’uomo ha tentato di pavimentare il terreno ricoprendolo di materiali più vari, nel tentativo di agevolarne gli spostamenti a piedi o a cavallo. I ciottoli vennero presto eletti a materiale d’elezione, grazie alla loro superficie liscia e stondata.

Generalmente i ciottoli sono sassi appartenenti al corso di fiumi e torrenti ed assumono la loro forma tipica proprio grazie all’erosione lenta dell’acqua. La lavorazione del pavimento con i ciottoli viene definita ciottolato.
I primi reperti storici che ne indicano l’utilizzo risalgono all’epoca micenea, tra il III e il II secolo a.C.. Un’importante scoperta relativa all’utilizzo di mosaici acciottolati è stata difatti rinvenuta proprio a Tirinto, in Grecia. La tecnica era impiegata più che altro per rendere calpestabile il pavimento di palazzi nobiliari e non aveva ancora finalità estetiche. Si trattava per lo più di ciottoli bianchi che venivano incastrati tra loro per evitare infiltrazioni di acqua e di fango. Solo con il tempo si associò, alla necessità di livellare il pavimento, anche il desiderio di apportare dei motivi ornamentali. Così i ciottoli bianchi iniziarono ad essere incastonati su fondo nero, ricreando figure geometriche o motivi ispirati alla natura e alla mitologia. Siamo nel periodo a cavallo tra il VII e l’VIII secolo a. C. e sono numerose le testimonianze di quell’epoca.

Sono stati rivenuti resti in Siria e in Asia Minore, in particolare a Gordion. Qui i mosaici di ciottoli erano stati impiegati per la realizzazione di un pavimento molto ricco nelle sue decorazioni, all’interno della reggia Frigia. Si tratta di un ornamento che sembra non seguire un filo logico: i disegni sono stati disposti senza un ordine razionale e ancora oggi sono diverse le opinioni in merito da parte degli esperti.

Anche in Spagna, precisamente a La Muela de Càstulo, sono stati rinvenuti mosaici di ciottoli dello stesso stile. Bisognerà attendere il periodo ellenistico per assistere ad un importante ventata di innovazione. Da quel momento in poi, resterà l’utilizzo delle figure geometriche, ma le decorazioni si arricchiranno di motivi sempre più intrecciati e complessi. Finalmente siamo nel pieno dell’arte decorativa e della volontà di abbellire gli spazi interni dei principali edifici, creando soluzioni sempre più fantasiose. Compaiono i colori e le varie tonalità, che consentono di giocare con i contrasti, ma anche con le sfumature, dando un effetto più realistico alle immagini riprodotte.

Nel V secolo a.C., la cittadina di Pella, luogo di nascita di Alessandro Magno, risplenderà di mosaici di alto livello. Proprio qui, in Macedonia, per la prima volta compare addirittura la firma di un mosaicista dell’epoca, un certo Gnosis. Prendono forma anche le prime contaminazioni, con delle piccole lastre di piombo che venivano inserite tra un ciottolo e l’altro per enfatizzare dei particolari o definire meglio dei contorni.

Tutta l’Asia Minore e la Grecia si arricchiranno di mosaici a ciottoli, almeno fino al termine del I secolo a.C.. Presso Rodi, Corinto, ma anche in Sicilia, per citare alcune località, sono comparse figure rappresentanti gli antichi miti greci. Si tratta di opere di grande interesse storico che però lasceranno di lì a poco lo spazio ad un’altra tecnica, il mosaico a tessere.

Si chiude così un lungo periodo che aveva visto i ciottoli protagonisti nei mosaici. Tuttavia l’utilizzo di questa tecnica non verrà mai completamente eclissato. Ancora oggi sono tanti gli impieghi dei ciottoli nelle opere murarie, nella definizione di vialetti e strade. Del resto, la città di Roma, conserva ancora oggi tracce di strade costruite con i ciottoli, a testimonianza del grande valore di questa tecnica.

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