Sulla panchina si pensa, si legge, si dorme, si sogna, ci si bacia, si ammira un bel paesaggio, ci si fa ispirare per una poesia o per un’opera d’arte…
Le panchine da arredo urbano hanno una storia millenaria e si presentano oggi in vari materiali, dalla ghisa al cemento, fino al legno. Ma quando ha origine questa seduta così particolare, e perché le panchine in pietra sono diventate un elemento irrinunciabile per le nostre città?
Le prime panchine della storia
Forse non lo sapete, ma la panca è nata molto prima della sedia. Le origini risalgono alle panche pubbliche, fatte originariamente con una semplice e stretta tavola di legno grezzo appoggiata su due assi verticali, rigorosamente senza schienale. Queste prime sedute costringevano a una postura scomoda e innaturale, ma erano incredibilmente funzionali: venivano usate attorno al tavolo per mangiare o fuori all’aperto nelle aie, dove i contadini rimanevano a veglia in estate. Ne possiamo vedere qualche antica traccia anche nella Valle dei Templi e tra gli scavi di Pompei, a testimonianza di come facessero già parte della vita sociale delle città.
Ma le panchine così come le conosciamo oggi, ingentilite nelle forme, più larghe e accoglienti, risalgono al periodo del Rinascimento, in concomitanza con la nascita delle città moderne e con un importante processo di valorizzazione delle aree pubbliche, come piazze e giardini.
In questo periodo si sviluppano le panchine in marmo e in pietra, eleganti nelle forme e durevoli nel tempo. Un esempio illustre sono le “Panche a Dossale”, create per la prima volta in Toscana: realizzate in pietra naturale, queste sedute presentavano per la prima volta uno schienale, piedi scanalati e una spalliera creata con piccole colonnine tornite. Curiosamente, nello stesso periodo oltralpe nascevano le panche francesi “Banc”, create in legno per scaldarsi: venivano posizionate fisse davanti al focolare, tanto che all’occorrenza era il tavolo a spostarsi verso la panca e non il contrario.
Nel corso dei secoli, le panchine hanno seguito lo sviluppo e l’organizzazione delle città, addolcendo le loro linee e aggiungendo braccioli e schienali angolati per il massimo comfort, rappresentando a modo loro le trasformazioni architettoniche delle forme di socialità.
A cosa servono le panche in pietra
Adatte all’esterno e incredibilmente resistenti agli agenti atmosferici, le panchine in pietra sono le vere regine dell’arredo urbano, soprattutto qui in Italia.
Piatte, curve, con o senza braccioli, con gambe lavorate con maestria o dal design minimale, le panchine primeggiano e arricchiscono ogni giardino pubblico che si rispetti.
Poste lungo viali alberati o al parco giochi, sono a volte una necessità, a volte quasi un lusso per chi non ha mai tempo di fermarsi e riflettere. Le possiamo vedere belle, brillanti al sole oppure sotto le fronde di un albero verdeggiante in cerca di frescura; strizzando l’occhiolino ai passanti invitano ad una sosta rigenerante.
«La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo.»
(Beppe Sebaste, “Panchine”)
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