I cubetti in pietra, chiamati in alcune zone d’Italia anche “sanpietrini” o “bolognini”, sono mattoncini di granito (o altre pietre naturali) tagliati a macchina. Le loro ridotte dimensioni e le eccellenti caratteristiche fisiche li rendono perfetti per creare figure decorative su pavimenti e manti stradali.
Oltre a offrire la possibilità di riprodurre bellissimi disegni, garantiscono una straordinaria resistenza agli agenti atmosferici e ai carichi pesanti. Sono sicuri (essendo antiscivolo anche da bagnati), non temono il gelo e sono facili da mantenere puliti. Per questo motivo, sono molto utilizzati sia per le opere pubbliche (aree pedonali e piazze) che per quelle private, come i cortili delle abitazioni.
Dimensioni e categorie di traffico
A seconda della destinazione d’uso e del traffico (pedonale, normale o pesante), i cubetti si possono dividere in tre grandi categorie, tenendo presente che i formati più piccoli sono perfetti per realizzare disegni più dettagliati e visibili:
- Cubetti 4/6: vengono solitamente utilizzati per uso privato o per zone dove il traffico delle automobili non è sostenuto.
- Cubetti 6/8: più resistenti dei precedenti, si usano solitamente per grandi piazze pedonali oppure strade con un traffico medio.
- Cubetti 8/10: sono i più resistenti in assoluto e vengono usati per strade e piazze soggette a forte traffico (adeguati anche al transito di veicoli pesanti).
Le fasi della posa in opera
In generale, la posa dei cubetti necessita di diverse fasi di lavoro per garantire un risultato duraturo:
- Preparazione del massetto: la base su cui poggerà la pavimentazione. Si adeguano le pendenze per far defluire l’acqua piovana e si rende la struttura resistente al peso.
- Allettamento: il massetto viene ricoperto con uno strato di sabbia per migliorare le qualità drenanti.
- Posa e riempimento: i cubetti vengono posati manualmente secondo lo schema scelto. La versatilità della sabbia permette di poterli “aggiustare” in corso d’opera. Gli spazi vuoti vengono poi riempiti con sabbia mista a cemento.
- Battitura: si procede a battere la superficie con un apposito strumento in ferro per assicurare la massima compattezza.
- Sigillatura: l’ultima fase serve a sigillare l’opera con sabbia mista o boiacca cementizia, legando i cubetti e aumentando la resistenza agli agenti atmosferici.
Schemi di posa: disegni e funzionalità
Sono diverse le modalità di posa dei cubetti. Esiste una regola non scritta valida per tutti i tipi: l’installazione deve partire dal basso verso l’alto (seguendo la pendenza del terreno) e le curve dovrebbero apparire convesse nella direzione di marcia per indicare visivamente il percorso. Ecco le pose principali:
Posa ad archi contrastanti
La posa in opera più utilizzata e definita “normale”. Consiste nella realizzazione di strisce di cubetti (chiamate rande) che seguono semicerchi. Oltre al fascino del disegno, è la disposizione più resistente perché sfrutta la forma ad arco per scaricare il peso e le sollecitazioni verso l’esterno. Si hanno testimonianze di piazze pavimentate con questa tecnica oltre un secolo fa, usando solo sabbia!

Posa a file dritte o diagonali
La posa a file parallele (dritte o in diagonale) è la pavimentazione forse meno scenografica, ma incredibilmente sobria, elegante e ideale per le sedi stradali. I cubetti vengono posizionati ordinatamente per riempire in maniera geometrica lo spazio.

Posa a ventaglio (o coda di pavone)
Per un effetto decorativo impressionante, adatto a spazi di grandezza media. Questa posa regale può rendere la pavimentazione ancora più affascinante grazie all’uso di cubetti di colori diversi (o inserimenti in marmo) per evidenziare il disegno geometrico.

Posa a cerchi concentrici
Tra le creazioni più complesse degli artisti pavimentatori, i cerchi concentrici sono disposti uno dentro l’altro, spesso all’interno di un quadrato che fa da cornice. È una posa di grandissimo impatto visivo, ma piuttosto laboriosa e costosa.
