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Marciapiedi, normativa

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Marciapiedi, normativa

Uno degli elementi che compongono le nostre strade urbane, su cui spesso passate regolarmente senza badarvi troppo, è il marciapiede. Numerose norme ed indicazioni di natura strettamente architettonica ne definiscono conformazione e dimensioni: tra queste, 1,5 metri è la misura standard di un marciapiede, escludendo lo spazio occupato da elementi come zone erbose, segnali stradali o altre strutture.

La larghezza del marciapiede diventerà 2 metri nel caso sia prevista la presenza di edicole, gabbiotti o simili. Dovete considerare che queste direttive provengono da un Decreto del Presidente della Repubblica del 1996 ed interessano, o meglio dire, hanno interessato, quei quartieri o quelle zone di recente costruzione. La norma in questione si occupa anche di definire caratteristiche, regole e indicazioni sull’arredo urbano ed il decoro cui devono essere mantenuti gli spazi comuni e le strade. In particolare, si indicano le direttive che devono essere rispettate per facilitare e consentire a chi utilizzi carrozzine, passeggini o simili di poter usufruire del marciapiede e delle strade senza rischi. Ad esempio, anche il dislivello massimo dei marciapiedi rispetto alla strada (15 centimetri) è opportunamente indicato, così come vengono date indicazioni sulla quantità di lampioni che devono garantire l’illuminazione stradale o la tipologia di verde che abbellirà le nostre strade e la presenza, coerente con gli attraversamenti pedonali, degli scivoli per i disabili.

Cordolo come elemento principe del marciapiede

Tra gli elementi che uniscono funzionalità e gusto estetico una menzione particolare spetta senz’altro al cordolo. L’efficienza, la visibilità e l’utilità di questi importantissimi elementi architettonici verrà affrontata a breve: per ora parliamo dei materiali che è possibile utilizzare per realizzarne uno: il cemento e la pietra. Il primo è soggetto a usura ed infiltrazioni ed esteticamente non particolarmente bello. Il secondo, sicuramente più consigliabile, non solo è più resistente e visibile, ma è anche decisamente bello da vedere, rispondendo in pieno all’intento di rendere le vostre città più confortevoli e belle.

Solo gusto estetico, vi starate chiedendo. Ebbene no. A ben vedere davvero il cordolo in pietra è preferibile a quello in cemento, ed il motivo è presto detto. Può essere lavorato. Il blocco da cui viene ricavato è un elemento unico, intagliato – soprattutto nell’arredo delle città – prevalentemente secondo le tecniche della bocciardatura e della lavorazione a punta. Il cordolo bocciardato viene lavorato in modo tale da risultare poroso alla vista. Per far ciò si utilizza un macchinario apposito. Estremamente resistente, in virtù dell’aspetto poroso è anche antiscivolo. Il cordolo lavorato a punta presenta un aspetto particolarmente indicato per circoscrivere aiuole e simili poiché ha un aspetto grezzo.

Per la posa dei cordoli si deve fare attenzione ad alcuni aspetti:

  1. che il cordolo sia opportunamente segnalato, magari grazie ad una verniciatura bianca o gialla che contrasti con il colore del marciapiede. Soprattutto il pedone dovrà percepire la presenza del cordolo per evitare di inciamparvi.
  2. I cordoli dovranno essere accessibili con facilità anche ai portatori di disabilità, senza dislivelli troppo alti, con scivoli e varchi opportunamente inseriti nei punti strategici delle strade. Succede spesso che queste indicazioni, che parrebbero in verità dettate dal puro buonsenso, non vengano affatto rispettate. Vi sarà capitato di incappare in cordoli posti in modo del tutto casuale o di barriere architettoniche che sembrano essere state messe lì proprio per infastidire il vostro percorso.

È vero che, in alcuni casi, la funzione del cordolo è proprio quella di ritardare la velocità o indirizzare in maniera più coerente il percorso delle macchine, segnalando corsie preferenziali, isole pedonali o spartitraffico o, addirittura, per separare in maniera netta le zone adibite al parcheggio da quelle fatte apposta per consentire ai pedoni di muoversi in libertà.

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